Sarajevo oggi
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Sarajevo oggi: il Balcans Tour prosegue.

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5 Novembre 2019

Sarajevo oggi

Sarajevo oggi è una città brulicante di vita e di giovani, che porta ancora le pesanti cicatrici del suo recente passato di guerra.

Da tempo voglio poterla vedere coi miei occhi, e dopo il romanzo della Mazzantini, Venuto al mondo, il mio desiderio di poterla vedere è ancora maggiore.

Venuto al mondo è l’unico libro che mi ha preso a schiaffi.
Non mi era mai capitato prima, e per me che sono un’incallita divoratrice di libri, questo ha un suo peso. Quello che permea dal libro è il clima della Sarajevo di ieri, città pacifica e multiculturale, invischiata in una guerra crudele e in un assedio durato anni.
È un libro che consiglio a tutti (il film invece no, non guardatelo nemmeno).

Ma torniamo a noi.

Per arrivare alla Sarajevo di oggi dovremo attraversare l’interno del Montenegro tra fiumi turchese e boschi color primavera tardo inverno.
Il gruppo è impaziente di iniziare il tratto odierno e così dopo una buona colazione e due passi per il centro della piccola e fortificata Kotor ci dirigiamo all’avventura.

Salutiamo le Bocche di Cattaro

Costeggiato tutta la parte nord fino a Perasto dove ci fermiamo un attimo per fotografare l’isola artificiale della Madonna dello Scalpello e quella naturale di San Giorgio che le si trova accanto. Le due isolette sono piccolissime e sono a pelo dell’acqua.

Isole Madonna dello Scalpello e San Giorgio
Isole della Madonna dello Scalpello e San Giorgio

Terminata la costa nord-ovest del golfo di Cattaro imbocchiamo la statale P11 che ci porta verso nord. Questa poi si collega con la statale M6 che scarta verso est. Da qui dopo qualche chilometro svoltiamo verso nord lungo la E762 fino al lago Piva, creato dall’omonimo fiume, il cui emissario diventa il fiume Drina.

Quest’ultimo fiume è famoso per il romanzo d’esordio dello scrittore Ivo Andrić, Il ponte sulla Drina, protagonista a sua volta, come poeta, nel libro Venuto al mondo.

Entroterra montenegrino

L’interno del Montenegro è bello e spartano. Attraversiamo alcune gallerie che altro non sono che dei semplici buchi nella nuda roccia. Dentro a questi fori il buio è tale da costringerci a proseguire a passo d’uomo. È necessario non solo intuire dove scarterà la strada, evitando quindi di urtare le pareti della galleria, ma anche di evitare, o entrare lentamente, nelle buche che si trovano sul manto stradale. Le buche sono ovviamente ricolme d’acqua… come in ogni galleria che si rispetti.

Essendone usciti incolumi, questa piccola avventura ha messo quel pizzico di pepe al nostro viaggio on the road che lo ha reso speciale.
Non è stato nulla di così terribile, andando piano si faceva tutto in sicurezza! Però quest’avventura è entrata di diritto nella rubrica “Ti ricordi quella volta che…”.

Il colore del fiume Piva è azzurro pastello. Staresti ore a osservarlo perché riposa la vista e ricarica l’anima. Accostato poi al verde fine inverno, inizio primavera risulta ancora più intrigante.

Fiume Piva Montenegro
Piccolo tratto del fiume Piva

Pausa pranzo sul fiume Piva

Lungo la strada abbiamo incontrato un bel posto dove poter mangiare i panini che avevamo comperato strada facendo. Bisogna un po’ adattarsi agli affettati locali, dalle forme e colori stravaganti. Solitamente li fanno o rotondi o quadrati, formaggi compresi.

Area pic nic sul fiume Piva
Area di sosta sul fiume Piva

Da questa casetta di legno, facendo una piccola passeggiata, si può ammirare il fiume Piva. Volendo è possibile andare a far rifornimento di acqua freschissima nella fontanella che si trova lungo la strada.
In molti si fermavano per riempire le loro taniche, per noi in moto era impensabile, ma doveva essere particolarmente buona vista l’affluenza!

Il lago Piva ha una forma particolare: è una Y rovesciata molto molto lunga e molto molto frastagliata, e come il suo immissario ha un colore verdazzurro pastello che ti invoglia a fare una pausa riflessiva.

Lago Piva Montenegro
Piccolo tratto del lunghissimo Lago Piva

Arrivo a Sarajevo

Per arrivare al nostro hotel attraversiamo tutta la periferia, la quale porta i segni più evidenti del recente passato. A guardare alcuni edifici sembra che la guerra sia ancora in corso, altri invece hanno solo qualche piccolo foro.

Qualche macchia rossa a terra cattura la nostra attenzione: sono le rose di Sarajevo. I segni lasciati dalle granate sono stati riempiti e colorati di rosso per non dimenticare ciò che è stato.

Sarajevo oggi non è particolarmente trafficata, ci si muove bene tra le sue vie. Qua e la si scorgono molti piccoli cimiteri di fortuna che gli abitanti hanno dovuto costruire dove potevano durante i lunghi anni di assedio.

Il nostro hotel (Hotel Meydan) non è un gran che anzi, sa di muffa e non ha nemmeno la doccia che funziona. Passiamo sopra a tutto ciò, tanto si tratta solo di una notte, e andiamo a fare due passi.

Andiamo subito a visitare il centro mussulmano di Baščaršija, nato come zona di mercato. Oggi è un quartiere colorato e brulicante di vita, molto caratteristico, pieno di ristorantini deliziosi. Qui si possono ammirare la fontana in legno Sebilj, risalente al 1700, la Moschea Baščaršija e il bazar al coperto zeppo di bancarelle colorate.

Sarajevo oggi fontana di Sebilj
Fontana di Sebilj
Sarajevo oggi Moschea  Baščaršija
Fedeli in preghiera alla Moschea Baščaršija

È bello passeggiare tra le vie di Baščaršija. Si respira un’aria giovane e spensierata. Ceniamo in uno dei ristorantini che si trovano qui, abbuffandoci ovviamente, perché i prezzi sono convenienti per noi.

Nel dopo cena ci spostiamo in un localino accanto alla Moschea Baščaršija dove beviamo del buon tè e fumiamo il narghilè.

Domani ci aspetta la visita al tunnel spasa.

continua…

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Elisabetta Pastrello
Venezia, Italia

Mi chiamo Elisabetta. Sono una donna dalle molte passioni, alcune le ho scoperte piano piano, altre sono esplose come un fuoco d'artificio nella notte nera. Benvenuto nel mio mondo. Sentiti a casa.