Parco nazionale del fiume Una
Bosnia Diario di viaggio

Parco Nazionale del fiume Una: Bosnia

on
19 Agosto 2019

La mattina ci svegliamo con comodo per andare a visitare il Parco Nazionale del fiume Una.

La notte è trascorsa abbastanza bene perché la nostra attrezzatura da campeggio era un po’ improvvisata per quest’occasione, ma fondamentale è stato avere con noi un bella trapunta invernale. La notte accanto al fiume la temperatura è sempre più bassa che altrove. Anche in estate.

Dario e Agata erano felicissimi di poter dormire in tenda con il rumore della cascatella ad accompagnargli il sonno.

Il Picnic e Camping Area Lučica è spartano, ma molto carino. Ha delle belle casette di legno, più o meno grandi, sotto le quali è possibile mangiare o fare quattro chiacchiere tutti assieme. Hanno una casa in cemento grezzo con due bagni e due docce divisi per uomini e donne, ed è possibile posizionarsi dove si vuole perché non ci sono piazzole predefinite.

Campeggio sul fiume Una Bosnia
Picnic e Camping Area Lučica, Martin Brod
Picnic and Camping Area Lučica
Dormire in tenda ha i suoi lati positivi!

Dopo una fugace colazione è proprio il caso di dire che leviamo le tende e riprendiamo il viaggio che da Martin Brod ci porta verso il Parco Nazionale del fiume Una.

Proseguiamo verso nord e, subito fuori dal centro con le cascate che abbiamo visitato il giorno prima, ci fermiamo per fare un po’ di carburante (che conviene visto il prezzo!).
Qui ci scontriamo subito con una realtà differente dalla nostra. Iniziamo ad essere lontani dal centro prettamente turistico e incrociamo i primi abitanti immersi nella loro quotidianità.

La Bosnia Herzegovina è un paese a prevalenza mussulmana e, accanto al distributore, dove è una donna a servirci, vestita all'”europea”, c’è un’altra donna che gioca con la sua bambina, lasciando intravvedere solamente gli occhi, avvolta nei suoi veli panna.

rifornimento gasolio Martin Brod
Servizio al distributore di Martin Brod

Non posso negare che sono sempre un po’ turbata da questa usanza, però devo dire che la scena che ci è apparsa era dolce e serena. Ci siamo addirittura scambiati dei cenni di saluto reciproco.

Corriamo accanto al fiume Una e incontriamo quasi subito dei punti piuttosto interessanti perché ottimi per fare dei bei pic-nic. In un punto c’era addirittura una corda fissata al ramo di un albero con cui lanciarsi in acqua!!!
Peccato fosse troppo presto per fermarsi!

La strada che percorriamo è ancora una volta piuttosto stretta, non come quella di ieri, ma comunque semplice da un punto di vista del off-road. La vegetazione tende sempre ad accaparrarsela tutta. In certi tratti il fiume Una si intravede a fatica da quanto è fitta.

Ci fermiamo in uno dei pochi punti di vegetazione rada per fare una foto accanto al fiume.

Verso il Parco Nazionale del fiume Una
Pajeri sull’Una

Quando arriviamo al Parco Nazionale del fiume Una il parcheggio è vuoto. Ci sono ancora pochi turisti, ma si capisce già che il tipo di turismo è a prevalenza mussulmana, araba.

Ci sono moltissime famiglie in visita o coppie di fidanzati. Le donne sono quasi tutte vestite con i loro lunghi abiti neri, alcune lasciano intravvedere solo occhi inespressivi, altre portano il viso scoperto. Spesso sono le donne a fare le foto ai loro cari. Qualcuna di loro, quelle che indossano il velo, si scattano dei selfie. Non ho mai visto però uomini far foto alle loro compagne.

Sono tutti mussulmani benestanti, e questo lo si vede da come si vestono gli uomini e dai gioielli che indossano le loro mogli. Osservandoli ci è venuto da pensare che questo, essendo un paese mussulmano, è l’ideale per loro perché qui non si sentono osservati nel loro modo di vestire per via della comune religione (anche se devo ammettere che ho notato una certa differenza tra i mussulmani bosniaci e arabi: i primi sono più sereni rispetto ai secondi) . La Bosnia inoltre con la sua vegetazione dalle mille e una tonalità di verde offre loro un panorama diametralmente opposto a quello a cui sono abituati e probabilmente è per questo che in molti vengono a visitarlo.

Le cascate sono davvero molto belle e imponenti. Si vedono anche dal lato croato, ma il lato bosniaco è decisamente il migliore per poter godere di questo spettacolo della natura.

Ingresso al Parco Nazionale del fiume Una
Percorso pedonale all’interno del Parco Nazionale del fiume Una
Cascata grande del Parco Nazionale del fiume Una
Dite chees!

Le cascate si sviluppano su più piani, e il percorso ti consente di esplorare tutto il dislivello del fiume Una fino a che lo stesso scorre via più quieto.

Cascate nel Parco Nazionale del fiume Una
Un piccolo angolo angolo di paradiso

La passeggiata, dolce e per nulla impegnativa, ti permette in poco più di un’oretta di osservare le cascate sia dall’alto che al livello del fiume.

Cascate del Parco Nazionale del fiume Una
Punto panoramico a livello del fiume Una

Al termine della visita ci siamo rifocillati con un piccolo gelato con sopra i frutti di bosco, e abbiamo osservato i numerosi, e sgarrupati, autobus bosniaci azzurri con cui i turisti arabi accedevano al Parco Nazionale del fiume Una.

Riprendiamo la via. Mauro adora fare sempre strade nuove, è una peculiarità che lo caratterizza fin da bambino. Così, sapendo che c’è una strada per uscire dal parco che prosegue senza farci ritornare sui nostri passi, chiede il permesso alle guardie di attraversare in auto il piccolo tratto di parco per di imboccare la pista che ci condurrà verso casa.

Abbiamo così percorso a passo d’uomo, la strada che tra le bancarelle colorate e i turisti zigzaganti, ci ha condotto all’altra uscita del parco.

Proseguiamo sempre verso nord, puntando al confine di Lohovo.
Il tratto di strada è al solito tranquillo e poco impegnativo e Dario ne approfitta per guidare un pochino. Oramai è un esperto di guida su sterrato! È una cosa che gli lasciamo fare senza paura visto le velocità ridotte e la totale assenza di traffico. Ovviamente poi, è stato anche il turno di Agata!

La strada sbuca su quel che sembra essere una cava abbandonata e i grandi, neanche a dirlo, iniziano a giochicchiare con le pendenze che la cava offre loro.

Quando ripartiamo mi metto alla guida e piano piano le tracce della strada che stiamo seguendo svaniscono. A terra si intravede quel che basta per intuire dove conduce la pista. Sbuchiamo letteralmente su un prato. In lontananza si vedono delle fattorie. Il timore di essere impallinati da qualche proprietario terriero incazzato c’è, ma questo non accade. Le tracce effettivamente passano di lì e io non resisto alla bellezza di questo prato colorato. Devo fermarmi per far sfogare la fotografa che è in me.

Campo colorato Bosnia
Prati colorati in Bosnia
Panorama bosniaco
La pista passa proprio per di qua!

Quando arriviamo alla dogana ci aspetta la stessa trafila burocratica del giorno prima ma questa volta l’addetto ci chiede gentilmente di venire, per la prossima volta, con il passaporto in modo da non dover impiegare troppo tempo per le pratiche doganali! Non gli dico che il mio passaporto non ha il cip elettronico…

Torniamo a casa via asfalto perché s’è fatta na certa e perché ci aspettano per cena!!!

Mappa Martin Brod e Parco Nazionale Fiume Una
Mappa tragitto Martin Brod – Parco Nazionale fiume Una

Il traffico è nullo e la strada tutto sommato è piacevole. Il morale è alto perché il giro è stato impeccabile e gli amici che ci hanno accompagnati in questa avventura sono stati bene e si sono divertiti.

Questo è importante perché quando accompagni qualcuno con te, per di più in un posto in cui non sei mai stato, ti senti sempre un po’ responsabile, e se va tutto bene… ti senti più leggero.

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Elisabetta Pastrello
Venezia, Italia

Mi chiamo Elisabetta. Sono una donna dalle molte passioni, alcune le ho scoperte piano piano, altre sono esplose come un fuoco d'artificio nella notte nera. Benvenuto nel mio mondo. Sentiti a casa.