Gjipe bay un paradiso nel sud dell'Albania
Gli imperdibili

Gjipe bay un piccolo paradiso albanese.

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9 Luglio 2019

Gjipe bay è un piccolo paradiso albanese.

Gjipe bay un paradiso a sud dell'Albania
Vide ‘o mare quant’è bello…

Fa caldo. È un caldo piacevole, secco, l’inizio di una nuova stagione estiva.
Le ossa hanno sofferto il lungo inverno e godono di questo ritrovato tepore.
Se non ci fosse la pelle a nasconderle, si vedrebbero fumare.

La baia di Gjipe è un gioiellino nel sud dell’Albania.
Un canyon alle spalle.
Un mare cristallino di fronte.
Un fiume tortuoso e gelato che la attraversa.
Braccia rocciose a delimitarne i confini, e una discesa impegnativa da affrontare a piedi o con un mezzo da fuoristrada sono gli ingredienti che la rendono così speciale.

Gjipe bay il paradiso albanese
Gjipe bay il paradiso albanese.

Non amo i luoghi affollati e poterla visitare fuori stagione per me è un valore aggiunto, anche se devo pagare lo scotto di non poter fare il bagno in un mare che vorrei esplorare in tutti i suoi anfratti.

La baia degli hippie

Ho fame.
Il mio orologio biologico, che non teme confronti col fratello maggiore di Greenwich, fa presente che è ora di andare a mangiare e se non mi sbrigo imploderà.
Meglio non rischiare.

Scrostiamo i bimbi dai giochi e ci dirigiamo ai tavoli del bar della baia di Gjipe dove ci accoglie un signorotto dal volto rugato e l’aria di chi ne ha viste più di quelle che avrebbe voluto.

Gjipe bay Albania.
Il gioco è il lavoro del bambino

Il suo italiano è comprensibile, molti qui lo parlano, un po’ grazie alla TV, un po’ perché molti di loro, troppi, in passato hanno tentato la fortuna nel nostro paese, che li ha spesso mal considerati.
Ogni paese ha le sue tristi storie da migranti, e noi non facciamo eccezione.

La sua voce è roca. Troppe sigarette, lo si vede anche dal posacenere semipieno davanti a lui, unica presenza nel tavolino di plastica su cui siede.
Ci sediamo accanto a lui non prima di aver ordinato da bere. Sgranocchiamo quello che ci siamo portati dall’Italia, visto che non è possibile acquistarne lì.

Il bicchierino di grappa sul suo tavolo è a metà, il suo sorriso è sdentato.
Provo a offrirgli quello che abbiamo ma non va bene per i suoi denti malandati.
Si scusa mettendo una mano davanti alla bocca per coprirla e non farmi vedere il suo sorriso bucato.
Anche qui in Albania costa troppo il dentista.

Mauro gli chiede come vanno gli affari.
Lui sopravvive dignitosamente, la baia in stagione è sempre molto affollata.
Giovani hippy vengono da tutta Europa per ammirarla, gli affari non mancano per lui, fortunatamente.
Riesce a campare.

Un paese che stenta a riprendersi

Nonostante questo però il suo sguardo è malinconico: l’Albania fatica a tirarsi in piedi, ci dice, il governo non riesce a mettere in moto una macchina che sia in grado di andare avanti senza troppi sforzi.
Chissà perché anche questa mi suona già sentita…

Gli chiediamo delle auto super lussuose che vediamo un po’ ovunque.
Lui ride, amaramente…
È vero, dice, ci sono molte auto nuove, molto costose. La maggior parte è dovuta al traffico di droga o al contrabbando di sigarette.

“Guarda le loro scarpe” dice “Sono rovinate. Alcuni indossano ciabatte”.

Questa gente ha speso tutto quello che aveva per una finta parvenza di ricchezza. Ride ancora.

“BMW non mangio più”.

Campeggio libero nella baia di Gjipe

La sua gestione della baia di Gjipe è rispettosa dell’ambiente.
Le poche costruzioni che ci sono sfuggono tra il verde della natura.
Ha creato anche delle piccole aiuole delimitate con dei sassi.
Ha quattro pannelli solari collegati ai frigoriferi nei quali custodisce la sacra birra e altre bevande. I cavi che li collegano sono sotterrati per evitare incidenti.
Non sono però sufficienti ad alimentare tutti i frigoriferi così, sempre ridendo, ci confessa con una punta di orgoglio: “Rubo la corrente ai preti! All’albanese! Dietro questa montagna c’è un monastero, la prendo lì”.

Ridiamo anche noi perché la sua risata è contagiosa.

Gjipe bay canyon
L’ingresso del canyon

A disposizione delle persone ha anche costruito un bagno in muratura. Per avere l’acqua corrente ha portato un tubo appena dietro al canyon, intercettando l’acqua del fiume fino alla cisterna di raccolta posta sul tetto del bagno.
Fuori un cartello invita a non sprecare l’acqua.

Cosa che dovremmo fare tutti, anche e soprattutto a casa propria.

Qui l’inizio della nostra avventura in quattro.

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Elisabetta Pastrello
Venezia, Italia

Mi chiamo Elisabetta. Sono una donna dalle molte passioni, alcune le ho scoperte piano piano, altre sono esplose come un fuoco d'artificio nella notte nera. Benvenuto nel mio mondo. Sentiti a casa.