Andata e ritorno il ponte di Mes
Diario di viaggio

Andata e ritorno nella valle del Theth

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11 Giugno 2019

Andata e ritorno nella magnifica Valle del Theth… un po’ come nel Signore degli anelli, ma è questo che dobbiamo fare.
A malincuore, giriamo i tacchi e torniamo nella città di Scutari.

Prima però devo assolutamente scattare qualche foto, con la giusta luce diurna, a questa incantevole valle.
Qui sono presenti le caratteristiche abitazioni locali: le Kulla, case in pietra dagli alti tetti spioventi colorati di un bel rosso mattone o blu scuro, e le chiese con i campanili e i meravigliosi tetti ricoperti da rettangoli di legno che tanto avevo amato mentre fantasticavo guardando le foto in internet.

Andata e ritorno nella Valle del Theth
Andata e ritorno nella Valle del Theth

Sulla strada del ritorno ci fermiamo poco dopo per visitare le cascate di Nderlysaj che ci ha indicato il padrone del Bujtina Polia Hotel.
È un posto incantevole.
Meritava la visita!

Andata e ritorno nella valle del Thet cascata Nderlysaj
L’imponente cascata Nderlysaj nella Valle del Theth

Qui l’acqua cristallina ti chiama a gran voce per andare a fare il bagno e tu devi tapparti le orecchie per resistere!
La cascata si divide in due per via di un masso sporgente che si trova al centro dell’uscita del fiume. Entrambe le cascate sgorgano in modo dirompente dalla nuda roccia, compiendo un salto di una ventina di metri.

La passeggiata per arrivarci è corta e agevole, così, a seguito del giro di ispezione ci portiamo anche i bimbi.
C’è anche un piccolo bel vedere poco più in alto, da cui è possibile ammirare la vallata in cui si trovano le cascate di Nderlysaj.

Andata e ritorno nella valle del Theth bimbi giocano
Vediamo un po’ quale sasso tiro adesso…

Dopo aver modificato la geografia del fiume Shales, per l’esorbitante numero di sassi tirati in acqua dai bimbi, il nostro ritorno, nell’andata e ritorno nella valle del Theth, riprende. Risaliamo in macchina e andiamo.

Oltre a jeep e camion facciamo anche altri incontri.
Pecore e mucche, felici di pascolare liberamente.

pecore al pascolo nella valle del theth
Pecore ne abbiamo?
Andata e ritorno nella valle del theth mucche in libertà
Mucche in passeggiata

La strada scorre più lieve oggi, sarà anche che quando non sai dove vai ti sembra tutto più difficile, sarà che salita e discesa sono differenti… insomma è molto meno peggio di quello che ci ricordavamo all’andata. Le ore di macchina però quelle sono!

Questa volta, a differenza dell’andata, ci fermiamo al bar e una birra non ce la leva nessuno.
Stendiamo il plaid sul prato antistante e ci mangiamo la nostra solita frutta.
Ieri prima di partire ero riuscita a fare un po’ di rifornimento a Scutari, avevo trovato un bel negozietto che vendeva frutta, pane, formaggi…

Il prato è molto grande e i bimbi ne approfittano per farsi una bella corsetta.

Proseguiamo, e questa volta quando finiamo lo sterrato c’è il bacio di rito… all’asfalto!
Qualche curva dopo incontriamo casualmente il proprietario dell’hotel che ci aveva ospitato e che era partito presto la mattina… a piedi, perché sì, faceva prima a oltrepassare il passo innevato e a farsi venire a prendere da suo fratello, appena fuori dalla valle dal lato del Montenegro, che mettersi in macchina e farsi ben 5 ore di sterrato!

Lui conosce ogni singolo sasso della strada che porta al Theth. Ci ha raccontato che un anno per di lì passava il rally di Albania. Per l’occasione aveva chiesto di poter partecipare, ma per motivi assicurativi glielo avevano negato.
Ma lui è un albanese di montagna!
Avete presente la loro testardaggine?
Ha aspettato il momento giusto e si è ficcato nella mischia dando del filo da torcere a tutti… fino a che non l’hanno fatto uscire!

Ci salutiamo calorosamente e ci ripromettiamo di rincontrarci.
È una promessa fatta col cuore. Da entrambe le parti.

Ultima tappa prima di tornare al solito albergo sul Lago di Scutari è la visita al ponte di Mes, costruito dagli ottomani, che ci era sfuggito all’andata. Non eravamo riusciti a vederlo, forse perché andando verso la valle del Theth, con la città di Scutari alle spalle il ponte di Mes è oscurato da un ponte di nuova costruzione.

È un ponte molto lungo fatto con diverse arcate di misure differenti, che fa una curva dolce. Ha una struttura accattivante. La parte calpestabile è fatta interamente di sasso.
Mi ricorda il ponte della Maddalena, detto anche ponte del Diavolo, in zona garfagnana, in Italia.
Peccato che ci abbiano costruito il ponte nuovo subito alle spalle.

Andata e ritorno nella valle del Theth ponte di Mes
Il ponte ottomano di Mes

Quando stiamo per rientrare in auto Dario vede un ragazzo col gelato e subito mi chiede di prendergliene uno.
Come faccio a dirgli di no?
Dopo tutte quelle ore di macchina!
E poi è anche appena caduto sul ponte sbucciandosi un ginocchio poveretto! (Poveretto un piffero! Non sta mai fermo!!! Il minimo che gli possa capitare è di sbucciarsi un ginocchio!)

Mi metto alla ricerca del gelataio, che non dev’essere tanto distante, ma non lo vedo.
Entro in un bar fumoso, ci sono solo ragazzi giovani che mi squadrano manco fossi nuda (anche se un po’ nuda mi ci sento). Mi avvicino al bancone e chiedo se hanno gelati, il ragazzo però parla solo albanese così ringrazio ed esco.

Appena fuori dal bar mi raggiunge uno dei ragazzi che stava dentro a chiacchierare e in perfetto inglese mi chiede se ho bisogno d’aiuto.
Mi accompagna in una gelateria dove fanno il gelato espresso che pago una miseria: 50 Lek: l’equivalente dei nostri 80 centesimi!
Per due gelati!!!

Quando sei all’estero, anche per cose banali, è sempre molto confortante ricevere aiuto. Non è la prima volta che mi capita e sono sicura che non sarà nemmeno l’ultima.
Certo ci sono stati dei momenti in passato in cui nessuno ci ha aiutati o hanno cercato di fregarci, ma queste piccole cose ti fanno sentire il piacere di appartenere alla razza umana che, in talune situazioni, sa essere molto sensibile ed empatica.

Domani, in teoria, svacco in spiaggia.
Ce la faremo?

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Elisabetta Pastrello
Venezia, Italia

Mi chiamo Elisabetta. Sono una donna dalle molte passioni, alcune le ho scoperte piano piano, altre sono esplose come un fuoco d'artificio nella notte nera. Benvenuto nel mio mondo. Sentiti a casa.