I meravigliosi colori azzurri del fiume Theth
Diario di viaggio

La valle del Theth e le sue meraviglie.

on
3 Aprile 2019

26 Aprile 2018
Giorno 6: Scutari – Valle del Theth.

Prima di prendere la strada per la valle del Theth avendo un po’ di tempo, decidiamo di far visita al castello di Rozafa che si vede perfettamente dal nostro hotel nella periferia di Scutari. Esso è protagonista di una delle leggende più antiche di tutta l’Albania: la donna murata.
Il castello domina dall’alto tutta la vallata ed è meta di numerose scolaresche (ne ho contate ben 4).

Vista del colle con il castello di Rozafa
Il castello di Rozafa visto dal Buna Hotel
Scolaresca gioca a pallone al castello di Rozafa
Scolaresca al castello di Rozafa

Questo posto in particolare (la città di Scutari) per la nostra famiglia ha una valenza notevole: i nostri antenati, quelli del ramo di Mauro, vengono proprio da questa zona, e questo è uno dei motivi che da tempo ci faceva desiderare di conoscere questo magnifico paese: l’Albania.
La cosa buffa ripensandoci è stato l’aver deciso in contemporanea questa meta, senza esserci prima consultati l’un l’altro.

Da qui si vede benissimo la Moschea di Piombo, il cui nome si deve al rivestimento in piombo delle sue cupole a forma di sfera, la vastità del Lago di Scutari, nonché il suo emissario: il fiume Buna e ovviamente la città di Scutari.

Vista della Moschea di Piombo dal castello Rozafa
Ecco la moschea di Piombo, proprio sulla sinistra.

Al castello di Rozafa l’atmosfera che si respira è allegra e rilassata.
I ragazzini giocano a pallone nella piazza principale o a far volare gli aquiloni che comperano in un negozietto incastonato tra le mura del castello, in un angolino quasi invisibile.

Famiglia passeggia nella piazza del castello
Piazza principale del castello di Rozafa.

Decidiamo di comperare anche noi due aquiloni da provare l’indomani, quando ci rilasseremo sui verdi e soffici prati della valle del Theth.
Purtroppo però ne è rimasto uno solo e ci sono anche altri bambini che lo vogliono!
La negoziante lo vuole dare a noi, che però ci sentiamo dispiaciuti perché vediamo le facce degli altri bimbi.
La negoziante insiste, è quasi categorica, dice che non importa e loro si adeguano a lei un po’ sommessamente.

Non so bene come sentirmi, sicuramente a disagio e dispiaciuta.
Li ringraziamo per il loro gesto.
La negoziante con noi è molto gentile e regala ad Agata un polsino rosso con lo stemma dell’Albania: un’aquila con le ali spiegate a due teste.

Bambina passeggia mano nella mano col suo papà
L’aquila a due teste simbolo dell’Albania

Ricaricate le energie siamo pronti per spararci questi 52 km di sterrato per raggiungere il nostro hotel in fondo alla splendida valle del Theth.
Ecco… ci abbiamo messo “solo” quasi sette ore!!!
Li mortacci…

In lontananza la strada ti pareva sempre che dovesse diventare più gentile e invece niente.
Nessuna pietà come dice Mauro.

All’inizio la lancetta del contachilometri quasi non si muoveva dallo zero, ed è andata avanti così per un sacco di tempo.

A un certo punto, molte ore dopo, dopo aver pranzato nell’unico spiazzo con un po’ d’ombra che poteva far scorrazzare un po’ i bimbi in sicurezza (visto che la strada costeggiava quasi sempre lo strapiombo o era troppo stretta per fermarsi) abbiamo avuto il miraggio di un bar.
Ci sarebbe piaciuto fermarci ma non volevamo ripetere l’esperienza di guidare al buio.

Pausa pranzo nella valle del Theth
Pausa pranzo nell’unico spiazzo possibile in tutta la valle del Theth

La valle del Theht è davvero bella come la descrivono!

Fiume scorre tra la vegetazione della valle del Theth
Parte iniziale della Valle del Theth.

Il fiume Shales, Thethit all’interno del parco nazionale del Theth, la attraversa in tutta la sua lunghezza e ha un colore che non ti stancheresti mai di guardare, quell’azzurro celestino che solo l’acqua di montagna ha, ed è impetuoso in questa stagione.

Ha una gran carica d’acqua ora che è la fine dell’inverno, e in alcuni punti è così furiosa che si vede soltanto il bianco della spuma delle onde. La valle possiede decine di verdi differenti, ed è ricchissima di alberi… un vero spettacolo della natura! Ti ricarica l’anima depurandola dal grigiore delle città moderne.

Lungo la strada abbiamo incontrato alcuni gipponi, e anche un camioncino.
È stretta stretta e si passa solo uno alla volta quindi quando si incrocia un mezzo, uno dei due deve lasciare il passo e fare un po’ di retro fino ad un punto in cui è possibile procedere entrambi in sicurezza.
Tutti ci guardano con molta curiosità. Spesso ci dicono qualcosa di incomprensibile in albanese.
L’idea è che sia qualcosa di amichevole, molto probabilmente una forma di benvenuto.
Salutiamo e sorridiamo.

Quasi subito ci hanno raggiunto anche delle moto, a cui abbiamo ceduto immediatamente il passo… volavano dove noi andavamo a zero all’ora con perenne cigolio degli ammortizzatori in sottofondo… beati loro.
Li ho invidiati… un po’ perché mi ricordavano il nostro recente passato pre bimbi, dove anche noi a cavallo ognuno delle nostre Kawasaki KLR 600 ci avventuravamo ovunque: Sud America, Turchia, Libia, Tunisia, Marocco…, un po’ perché potevano andare più spediti di noi.

Avendo un auto originale non possiamo di certo permetterci grosse velocità. Quando sei solo, senza un altro compagno di viaggio su cui eventualmente contare in caso di difficoltà, si deve essere più prudenti del normale.
è necessario inoltre pensare anche al mezzo senza spingerlo oltre i suoi limiti per poter tornare a casa!
Da ultimo, ma non meno importante, ci sono i bimbi e la loro sicurezza è prioritaria.

A ogni modo verso la fine, dopo che abbiamo dato un passaggio a un vecchietto del posto, la strada si fa lievemente più gentile e riusciamo anche a toccare i 20 km/h!!!!

Arriviamo finalmente al Bujtina Polia Hotel.
Loro sono gentilissimi, ti fanno sentire come se fossi a casa tua, e lui parla perfettamente italiano.
Stanno facendo dei lavori di ristrutturazione.
Siamo gli unici ospiti della struttura, a parte un ciclista francese diretto in Vietnam, perché… la strada che dovremmo fare dopodomani è chiusa causa sei metri di neve!!!

Ho dovuto raccogliere Mauro col cucchiaino.
Letteralmente.

La scena a vederla da fuori è stata comica: dopo essere scesi dalla macchina, mentre ci sgranchivamo le stanche ossa, il padrone dell’hotel, che stava finendo di fare dei lavori di ampliamento, ci accoglie col sorriso e ci dice sempre sorridendo: allora è stata dura la strada fin qui vero?
Mauro si chiedeva come cavolo facesse a sapere da che parte eravamo passati!!!

Semplice!
Dall’unica possibile!

Non ci potevamo credere. Il bello è che abbiamo chiesto prima di partire dall’hotel di Scutari se la strada per la valle del Theth era aperta!!!
Da dove siamo ora all’uscita della valle ci sono pochissimi km, quasi tutti asfaltati.
Volevamo morire.
Il nostro giorno di relax in questa valle incantata, le nostre escursioni per vedere le cascate e non solo, le corse con l’aquilone, tutto è andato in fumo!

Ci hanno raccontato che quest’anno il governo è in ritardo per la pulizia della strada dalla neve. Solitamente ai primi di aprile è tutto pronto!!!
Questo per loro è un grosso danno economico e per noi un bel disagio.
Ma pazienza il nostro disagio, se hanno un’emergenza, se devono andare a fare le spese o qualsiasi cosa l’unica via percorribile è questa strada sterrata di cui conoscono ogni singola pietra, ogni singola buca, ogni singola curva, ma che richiede almeno 5 ore di viaggio andare e 5 a tornare!

Adesso mi spiego tutte quelle jeep cariche di persone! C’è chi di mestiere porta la gente in città!
Tu ti metti in strada e qualcuno prima o poi passerà sempre a raccoglierti.
Ed ecco anche il perché di quell’anziano signore che ci ha chiesto un passaggio: probabilmente ci aveva scambiati per uno di quelli che fanno questo tipo di servizio, aveva una faccia un po’ strana quando ci siamo fermati probabilmente vedendoci da vicino si era reso conto che eravamo semplici turisti.

Mi è dispiaciuto molto andare via così presto, il proprietario ci ha raccontato molte cose sulle loro difficoltà passate e presenti. Era affascinante ascoltarlo, e molto triste allo stesso tempo.
E poi avevano una bimba piccina adorabile, che viveva per la maggior parte dell’anno da sola e quindi non vedeva l’ora di stare un po’ con dei bimbi!
Neanche a dirlo hanno iniziato subito a giocare tutti e tre e a rincorrere l’aquilone.
Almeno quello siamo riusciti a farlo volare sopra la meravigliosa valle del Theth!

Consoliamoci con l’aquilone, via!

Uomo fa vedere ai bambini come vola l'aquilone valle del Theth
Mauro si cimenta con l’aquilone!
Bambino corre con aquilone nella valle del Theth
Guarda papà! Sono più bravo di te!

…continua

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Elisabetta Pastrello
Venezia, Italia

Mi chiamo Elisabetta. Sono una donna dalle molte passioni, alcune le ho scoperte piano piano, altre sono esplose come un fuoco d'artificio nella notte nera. Benvenuto nel mio mondo. Sentiti a casa.