Viaggiare coi bambini nel Borgo di Berat
Diario di viaggio

Albania: alla ricerca delle nostre origini a Scutari.

on
21 Marzo 2019

25 Aprile 2018
Giorno 5: Berat – Scutari.

Con la luce del sole posso finalmente ammirare il nostro Hotel Castle Park.
Esteticamente parlando è molto bello, come tutti gli hotel che abbiamo visitato fino ad ora.
La colazione europea a buffet è abbondante: caffè, tè, succhi, pane e marmellate, affettati vari, le immancabili uova servite calde, yogurt, kefir, miele e molto altro.
Ce la possiamo godere, in assoluto relax, baciati da un caldo sole sulla terrazza esterna dell’hotel che da sull’immancabile area giochi per bambini.

Una bambina sta giocando nel parco giochi dell'hotel Castel Park.
Pronti partenza viaaaaa!

Questo tipo di situazioni le abbiamo cercate prima di partire, ovviamente. Però, al di là di ciò, il fatto di trovare sempre un’area attrezzata per i più piccoli, lo reputo un grande segno di rispetto nei confronti dei nostri figli. Non solo, lo è anche nei confronti di chi figli non ne ha, e si scoccia se questi gironzolano tra i tavoli.
I bambini, si sa, hanno esigenze differenti da quelle degli adulti, e riconoscere che anche loro ci sono, e che le loro esigenze sono importanti tanto quanto quelle degli adulti è fondamentale per una società coesa ed egualitaria.

La signora che si occupa di noi da ieri sera, è molto gentile e ci chiede di far loro pubblicità perché hanno pochi turisti, e, contrariamente all’immaginario collettivo, hanno molta voglia di lavorare.
Nel parcheggio antistante la nostra camera ci sono diversi furgoni, pronti per partire, con adesivi che ritraggono scene di rafting.
L’hotel organizza diverse escursioni!
Berat sorge ai piedi di un fiume e probabilmente in zona ci sono delle belle rapide da solcare col gommone. I bimbi sono troppo piccoli al momento, ma il rafting è una cosa che mi piace fare, e che abbiamo fatto in qualche occasione passata, come sull’Isonzo in Slovenia o nelle gole del Verdon in Francia.

Il borgo antico di Berat è molto bello e suggestivo, con ampie case vicinissime l’una all’altra e la pavimentazione in pietra liscia, che ricorda la mia amata Venezia. Le case sono dipinte tutte di bianco. Hanno finestre alte e strette alcune con gli scuri marroni, altre senza. I tetti sono caratteristici del posto, sono di color marrone a volte chiaro a volte più scuro.

Vista della città di Berat dal ponte che attraversa il fiume.
Vista della città di Berat dal ponte che attraversa il fiume.

Berat è un centro molto piccolo e si visita velocemente.
Per l’occasione Dario ha fatto da tour leader, e lo ha fatto egregiamente.
Era tutto emozionato di poter esplorare liberamente in prima persona posti nuovi e si sentiva importante nel ruolo di guida. Essendo un luogo sicuro, senza auto, noi eravamo tranquilli… vista la sua irruenza.

A spasso in groppa per Berat
A spasso per Berat.
Padre e figlia in groppa salgono i gradini di un vicolo di Berat.
Berat e i suoi magnifici scorci.

Venite di qua! Guardate che bello!
Andiamo di là! Mamma non ci portai credere!

Abitante locale scende assieme al suo mulo per le vie di Berat.
Abitante locale scende assieme al suo mulo per le vie di Berat.
Famiglia scende su di un vicolo dell'antico borgo di Berat.
Babbo dai seguimi!

Copriamo in tranquillità i 200 km di strada, questa volta asfaltata, che separano Berat da Scutari e arriviamo al nostro Buna Park Hotel affacciato sull’immissario del lago da cui la città prende il nome.

Questo luogo per noi ha un’importanza di tipo “famigliare”. Da qui infatti vengono gli antenati del ramo paterno della nostra famiglia. Dal Lago di Scutari alcuni Jovi, assieme a molte altre famiglie cristiane albanesi, lasciarono l’Albania, sotto l’impero ottomano, e arrivarono in Dalmazia. Coloro che si insediarono a Zara furono destinati ad un quartiere periferico: “Arbansi” (cioè albanesi), fondato dal Provveditore generale della Serenissima Nicolò Erizzo .

Ma torniamo ad oggi. Il Buna Park Hotel sfoggia, oltre al parco giochi esterno, anche una sala al coperto con un’ampia area giochi e dei tavolini, sia per bere un caffè, che per mangiare. Il che ci torna utile non solo per cenare in libertà ma anche perché ora in riva al lago c’è vento forte.

Bambini giocano all'interno del parco giochi al coperto dell'hotel Buna Park sul Lago di Scutari
Sala giochi all’interno dell’Hotel Buna Park

Per pranzo ci eravamo fermati lungo la strada in un hotel che aveva dei giochi all’esterno, constatando così ancora una volta che l’Albania è naturalmente un paese a misura di famiglia perché tutti i vari hotel incrociati avevano la propria area bimbi. Noi abbiamo semplicemente scelto quello che ci ispirava di più. Questo mi ha lasciata piacevolmente sorpresa.

Non ho molta esperienza in fatto di hotel, ma in Italia non mi sembra sia così!

Purtroppo però una cosa è evidente: è un paese che fatica non poco a uscire dalla povertà.
La gente nell’entroterra al sud è poverissima, parla esclusivamente albanese, ed è sempre disponibile a regalare un sorriso ai nostri bimbi.
Spesso ci guardano con occhi quasi smarriti, e anche un po’ spenti, sembra siano sorpresi nel vedere dei turisti.
Al nord, e nelle grandi città, ostentano una finta parvenza di lusso data dal possesso di automobili estremamente costose, ma poi a guardargli bene le scarpe si capisce che non sono poi così benestanti.

Dopo essere arrivati ci siamo piantati in hotel.
I bimbi hanno giocato tutto il tempo. Ne avevano bisogno.
Glielo dovevamo.
Solo Mauro è uscito per andare in centro a cambiare un po’ di spiccioli.

Al ritorno è andato oltre il nostro hotel per capire dove iniziava la passeggiata sul lungo lago.
Ha scoperto che una passeggiata vera e propria non esiste.
Il Lago di Scutari non ha confini precisi, e quindi a seconda dell’apporto d’acqua la sua estensione varia.

Nei giorni passati deve aver piovuto molto, o magari in questa stagione è normale che sia così, fatto sta che il fiume Buna, che si immette nel lago, al momento è carico d’acqua. È talmente carico che la passeggiata sul lungo fiume, acconto al nostro hotel, è impraticabile perché sommersa da almeno 40-50 cm d’acqua.

Il Buna, emissario del Lago Scutari, con la sua piena allaga la passeggiata al suo fianco.
La piena del fiume Buna che allaga la passeggiata costruita al suo fianco – lato sinistro.
Il fiume Buna, emissario del lago Scutari, con la sua piena
La piena del fiume Buna che allaga la passeggiata costruita al suo fianco – lato destro.

Quando Mauro è rientrato in stanza era stravolto e la prima cosa che ha fatto è stata dirci che ci amava moltissimo e poi ha abbracciato i bimbi, stretti stretti.

In una baraccopoli, accanto al nostro hotel, alcuni bambini di due, tre o quattro anni stavano nudi per strada a giocare tra la sporcizia dei cassonetti e un cane morto, lasciato a marcire nell’indifferenza generale, neri come il carbone. Ha visto un ragazzo un po’ più grande prendere a bastonate uno dei più piccoli. Fortissimo, su un marciapiede sudicio.
La cosa che stride è che qui, in città, cercano di darsi un tono.
Siamo a Scutari, al nord…

Non è il primo paese povero che visitiamo, ma scene simili finora ci erano state risparmiate.
Fortunatamente.

…continua

TAGS
RELATED POSTS

LEAVE A COMMENT

Elisabetta Pastrello
Venezia, Italia

Mi chiamo Elisabetta. Sono una donna dalle molte passioni, alcune le ho scoperte piano piano, altre sono esplose come un fuoco d'artificio nella notte nera. Benvenuto nel mio mondo. Sentiti a casa.