Spiaggia e canyon Gjipe
Diario di viaggio

Albania un mare da favola: Gjipe Bay e canyon.

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7 Febbraio 2019

23 Aprile 2018
Giorno 3: Gjipe Bay – 2° parte

La baia di Gjipe mi lascia senza parole: potrebbe contenere svariati campi da calcio talmente è vasta. Si affaccia su un mare che sembra fatto di cristallo, ci sono talmente tanti bagliori sul pelo dell’acqua, che tenere gli occhi aperti senza occhiali da sole scuri è quasi impossibile. L’acqua è freddissima, ma come Ulisse con le Sirene, non le posso resistere e così mi toccio i piedi (come si dice dalle mie parti).
Resto il tempo strettamente necessario per fare un video ed esco subito perché il mio cervello mi fa notare che non sente più i piedi!

Particolare delle acque cristalline della baia
Le scintillanti acque della baia di Gjipe

La spiaggia è deserta di questa stagione, il che per come la vedo io è un gran vantaggio!
In fondo, dove la roccia della montagna affonda nel mare si intravedono delle piccole grotte.
Alle spalle del mare c’è il canyon che si affaccia sulla baia. La sua forma mi ricorda quella di braccia accoglienti, ma al contempo forti, perché hanno un tesoro inestimabile da proteggere.

A pranzo mangiamo quel poco che abbiamo portato dall’Italia, sostanzialmente frutta, sui tavolini in legno scrostato dalla salsedine del bar. Prendiamo qualcosa da bere e facciamo quasi fatica a pagare.

“Dammi quello che vuoi, se vuoi”, ci dice il gestore del bar.

L’uomo che gestisce l’area è molto cordiale, anche coi bimbi, e ci racconta molte cose.
Parla perfettamente italiano e ci dice che qui d’estate è sempre pieno di gente, soprattutto giovani hippy che vengono da tutta Europa.
Chissà perché ci avrei scommesso!
L’Albania fatica a riprendersi, dice, ancora oggi, nonostante siano passati molti anni dalla fine della guerra che li ha messi in ginocchio, le cose non vanno bene. Molti albanesi hanno macchine lussuose, prevalentemente Mercedes, è vero, ma i più si privano letteralmente di tutto il resto per potersele permettere e così ci dice sorridendo: “BMW non mangi più!”.

Scoppiamo a ridere e gli chiediamo se i pannelli solari che abbiamo visto poco lontano gli bastano per far funzionare i frigoriferi che ha.
Ci dice che no, non bastano, ma appena oltre la montagna c’è un monastero: ”rubo la corrente ai preti, all’albanese!” e sghignazza mostrando una dentatura incerta.
Si scusa anche.
Portandosi una mano davanti alla bocca ci dice che qui i dentisti costano troppo e non se lo può permettere.

Partiamo per l’esplorazione del canyon.
Il letto del fiume è inizialmente molto ampio e popolato da numerose specie selvatiche di melissa e salvia, e altre di cui non conosco il nome.
Dario nel suo piccolo comincia a riconoscere qualche pianta. è tutto fiero quando ne indovina una, e io sono felice di avergli trasmesso questa passione.

Ingresso del canyon e le sue meraviglie
L’ingresso del canyon di Gjipe ci fa presagire la sua bellezza!

Il paesaggio gioca sul verde. Ce n’è di tante tonalità differenti.
L’inizio dell’estate è sempre un periodo magico per il colore simbolo della natura perché nascono le piccole gemme con quel tono così delicato che spicca tra tutte le altre sfumature più scure e vecchie.
Reduci dalla stagione delle piogge i nuovi boccioli possono crescere e protendersi verso l’alto.

Procediamo lentamente perché Dario ha la sua macchinina nuova: una jeep gialla di scarsa fattura.
La infila dappertutto, le fa fare ogni tipo di guado, la spinge sulla sabbia, sopra le rocce, la immerge completamente sotto l’acqua.
È un vero tripudio dell’off-road.
La jeep si rompe immediatamente, perché lui ha la mano pesante è vero, ma poveretto… è anche vittima di questi giochi che sono raramente a prova di bimbo.

Il verde canyon Gjipe e i suoi piccoli esploratori.
Piccoli e grandi esploratori del canyon Gjipe.

Ogni tanto dobbiamo saltare da una parte all’altra del fiume per poter continuare la nostra passeggiata all’interno del canyon Gjipe.
Coi bimbi non è sempre semplicissimo, a turno saltiamo con Agata in groppa, e aiutiamo Dario a fare qualche salto più lungo delle sue instancabili gambette.
Ad avere degli stivali in gomma sarebbe stato più semplice, avremmo anche potuto spingerci fino in fondo invece che fermarci sul più bello!
Riusciamo ad arrivare fino a quando l’ombra delle pareti verticali del canyon copre tutto il letto del fiume, nel punto più stretto, fino ad ora almeno, perché oltre non riusciamo ad andare.
C’è troppa acqua.

Bimba in spalla al suo papà alla scoperta del canyon
Alla scoperta del canyon Gjipe sì… ma senza scordare la comodità!

A malincuore ci giriamo su noi stessi e torniamo a giocare ancora un poco sulla spiaggia.

Quando decidiamo di rientrare in hotel una ragazza ci chiede un passaggio per la sua bimba di pochi mesi e il suo compagno. Un posto ce lo abbiamo e accettiamo volentieri, anche perché l’idea di farmela a piedi con la bimba in spalla mi fa venire la tachicardia!!!!!

La salita è tosta, ma la nostra Pajero va su che è un piacere.
Mauro ringrazia le ruote maggiorate che ha montato prima di partire.
Non solo agevolano il superamento delle rocce più grandi, ma alzano anche di dieci centimetri l’auto da terra, il che non guasta.

Il ragazzo che ospitiamo è tedesco, la sua bimba ha sei mesi e ha gli occhi color del mare. È tranquilla in braccio al suo papà che la porta con sé in un marsupio ergonomico, simile al nostro.
Ci osserva curiosa con quei suoi occhioni.
Il suo papà ci racconta che vengono da Berat, la nostra meta per domani. Stanno viaggiando su di un mini van per l’Albania, anche loro per la prima volta. I bimbi in macchina crollano all’istante, hanno un sonno così spesso che quando arriviamo al nostro Llogora Tourist Village Hotel non riusciamo a svegliarli e così quando lo fanno andiamo direttamente a cena.

continua

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Elisabetta Pastrello
Venezia, Italia

Mi chiamo Elisabetta. Sono una donna dalle molte passioni, alcune le ho scoperte piano piano, altre sono esplose come un fuoco d'artificio nella notte nera. Benvenuto nel mio mondo. Sentiti a casa.