Bambini giocano nel fiume della Gjipe bay
Diario di viaggio

Albania un mare da favola: Gjipe Bay.

on
31 Gennaio 2019

23 Aprile 2018
Giorno 3: Gjipe Bay – 1° parte

Oggi ci attende una baia S T U P E N D A!
L’Albania ha un mare da favola. Non ha nulla da invidiare alla vicina Grecia.

Cercando su Google Earth siamo riusciti a scovare questa meraviglia.
Mi è sempre piaciuta la fase di ricerca e preparazione del viaggio. Hai addosso quella frenesia degli esploratori e in qualche modo stai già viaggiando anche se sei ancora a casa.

Usciamo dal Llogora Tourist Village e proseguiamo verso sud. Concludiamo il passo del Logora, sul quale si affacciano numerose e bellissime strutture.
È un vero paradiso per il motociclista!
E poi è tutto più ordinato e piacevole alla vista, senza nulla che possa stridere con quello su cui l’occhio si posa. Una piccola isola felice insomma.

Ci fermiamo al primo paesino per far benzina in una pompa minuscola, e per cercare un negozietto che possa venderci del byrek per pranzare più tardi, ma niente. Non lo troviamo.

Iniziamo a scendere. Il paesaggio cambia ancora.
La vista si allarga, il verde si dirada lasciando posto a una brulla vallata che arriva fino al mare, attraversata da un fiume che termina la sua corsa con un piccolo delta. Da questa altezza sembra quasi di essere un’aquila in volo sopra il fiume. Qui l’uomo non ha messo mano al paesaggio e devo ammettere che è molto affascinante poter vedere questo incontro tra due elementi.

Pajero in sosta sul belvedere del passo del Llogora.
Sosta sul belvedere del passo del Llogora.
Veduta dall'alto del passo del Llogora
Veduta dall’alto dell’incontro tra un fiume e il mare.

Accanto al delta purtroppo sorge un residence di dubbio gusto. Sono tutte case ammassate l’una sull’altra, senza nemmeno un albero che possa fare un minimo d’ombra.
Questa cosa personalmente faccio fatica a comprenderla: al di là della discutibile villeggiatura, perché nei paesi in cui il sole abbonda a qualsiasi ora del giorno nessuno pensa a strutture per proteggersi dalla calura?
Sono solo io che cerco rifugio dal sole quando non sono in costume da bagno?
Gli alberi non sono solamente belli da vedere, trattengono il terreno con le loro radici, purificano l’aria, rinfrescano molto, anche se è vero che un alberello qua e là poco può fare.
Il fatto è che mi fa una tristezza infinita vedere della case senza nemmeno un filo di verde.

Finalmente arriviamo al bivio che ci porta alla Gjipe bay.
La strada si fa subito impegnativa, con delle pendenze ragguardevoli in alcuni tratti. Dopo una manciata di metri notiamo tra la vegetazione ora bassa, e verdissima di questa stagione, un vecchio fuoristrada abbandonato.
Che sia presagio di qualcosa?

Rudere di 4x4 abbandonato tra la boscaglia
“Magic 4×4” albanese tra la boscaglia all’inizio della strada che porta alla Gjipe bay.

Toccatina scaramantica e via.

Pajero 4x4 impegna una strada sterrata tra la boscaglia per arrivare alla Gjipe bay
Sola e unica strada per arrivare alla Gjipe bay.

Sbuchiamo dal verde e iniziamo a scendere con lo strapiombo costantemente alla nostra destra.
Procediamo a passo d’uomo.
Il cd canta “Tranquilla!” tratta dal film Oceania.
A ogni sobbalzo gli ammortizzatori rumoreggiano, e questo rumore è una costante nei nostri viaggi!
Lo sento persino ora mentre sto scrivendo.
Giunti in prossimità di un punto particolarmente pendente sulla destra, e quindi a favore di strapiombo, io e i bimbi decidiamo di scendere, più che altro per sollevare Mauro dalla responsabilità, che pesa notevolmente sulle sue spalle, e infatti, non appena scendiamo dall’auto, supera il tratto senza difficoltà alcuna.
La tensione scompare letteralmente dal suo volto.

Vista dall'alto della Gjipe bay e della strada per raggiungerla
Vista dall’alto della Gjipe bay.

Col senno di poi, non era un passaggio difficile, però siamo soli e dobbiamo essere prudenti perché nessuno verrebbe in nostro soccorso! Va bene così, non dobbiamo dimostrare nulla. Negli anni ho visto che abbiamo bisogno di un po’ di tempo per ambientarci ai nuovi paesi che andiamo a visitare per la prima volta.
Diamo loro sempre del lei. Dobbiamo capire come funziona prima di lasciarci andare e sentirci più a nostro agio.

Arrivati alla baia andiamo in avanscoperta per capire se possiamo lasciare la macchina dov’è parcheggiata, e se ai tavolini che vediamo in lontananza vendono anche qualcosa da mangiare.
La macchina sta bene dove sta, ma da mangiare non ce n’è. Solo da bere.
Per fortuna ho della frutta e altre cose da sgranocchiare che mi sono portata dall’Italia.
Il salto del pranzo è una cosa che mi riesce male!
Sempre e ovunque.

Mentre prendo le cose che ci servono dalla macchina, Mauro scopre, da una coppia di giovani rasta, che dietro questo camping libero c’è un canyon che si può visitare.
Il ragazzo però ci mette in guardia dicendoci di fare attenzione perché è talmente bello che poi non vorremmo più tornare indietro, e in effetti scopriremo che è proprio così!

Ora non possiamo andare a vederlo, i bimbi scalpitano e andiamo in spiaggia.

Bambino gioca con la sua 4x4 nell'acqua del mare azzurro chiaro della Gjipe bay.
Prime prove di offroad estremo nelle gelide acque della Gjipe bay.

Anche qui a mare scende un fiume, con l’acqua gelata, come solo l’acqua di un fiume sa essere. Il gelo ti batte in testa anche solo pucciandoci dentro la punta dell’alluce. I bimbi se ne fregano e, incremati, iniziano subito a giocarci dentro.
Come riescano a resistere a un freddo così intenso non riuscirò mai a capirlo!
Inutile dire che in tempo zero sono completamente bagnati. Fortunatamente ho qualcosa per cambiarli, ma serve a poco, ovviamente.
Confido nel sole cocente per asciugare magliette, mutande e pantaloncini.

…continua

TAGS
RELATED POSTS

LEAVE A COMMENT

Elisabetta Pastrello
Venezia, Italia

Mi chiamo Elisabetta. Sono una donna dalle molte passioni, alcune le ho scoperte piano piano, altre sono esplose come un fuoco d'artificio nella notte nera. Benvenuto nel mio mondo. Sentiti a casa.