Albania tra cielo e monti del passo del Llogora.

Diario di viaggio
Bambini accarezzano i daini del parco
on
24 Gennaio 2019

22 aprile 2018
Giorno 2: Durazzo – passo del Llogora.

La nave viaggia veloce.
Arriviamo al porto di Durazzo verso le dieci della mattina.
Purtroppo avendo capito che l’arrivo era previsto per le sei, avevamo programmato di visitare il sito archeologico di Apollonia, nei pressi di Durazzo. Stando così le cose, dobbiamo a malincuore modificare i nostri piani e puntare subito a sud, verso il passo del Llogora.
Lì ci attende il meraviglioso Llogora Tourist Village con parco e piscina interna riscaldata!

Bambina gioca nel parco privato sul passo del Llogora
Llogora Tourist Village con le sue casette immerse nel parco privato.

Prima di uscire dal porto facciamo l’integrazione dell’assicurazione del Pajero. La nostra assicurazione, come la maggior parte delle assicurazioni RC auto, non copre lo stato dell’Albania. Con 50€ assicuriamo il veicolo per un mese.

L’impatto con la città di Durazzo è a dir poco intenso.
Mi ricorda moltissimo la mia prima volta a Palermo (…c’è troppo traffico a Palemmo!), che per ora resta in cima alla lista dei posti peggiori dove ho guidato.
Anche qui guidano senza regole.
Le file d’auto assomigliano a un gigantesco imbuto dentro al quale si incolonnano nervosamente. I sorpassi avvengono su ambo i lati, senza uso di frecce, e nessuno si urta. Il che per me resta un mistero.

Quello che lascia basiti è l’elevato numero di auto di lusso in circolazione: Mercedes ultimo modello di tutti i tipi, anche AMG (mai vista in Italia, o per lo meno dalle mie parti), e BMW.
Tutte nuovissime. Tutte tirate a lucido.

Questo stride in modo pesante con il panorama che ci circonda: c’è una quantità incredibile di cani randagi, vestiti solo della loro magrezza, che cercano di zompare dentro a cassonetti ricolmi di spazzatura nel tentativo di mangiare qualcosa.
I pali della luce vengono presi d’assalto da decine di cavi elettrici. La sporcizia è diffusa e, per quanto facciano, la sensazione ahimè, è quella di essere approdati in Africa.

Cerchiamo di imboccare la tangenziale che dovrebbe portarci a sud, dopo Valona. Non ci riusciamo subito e così le corriamo accanto per un lungo tratto ascoltando le canzoni scelte per la nostra playlist albanese (a questo giro va forte “Tranquilla” di Oceania! Ma anche i nostri Rumatera se la cavano bene! Solo alcune canzoni però si possono ascoltare con i bimbi!).

Comincia a farsi tardi per via delle pratiche doganali, del traffico molesto, del cambio di denaro e della commessa del negozio di cellulari che ci ha messo un’eternità per darmi una banale scheda albanese con due Gb di traffico per poter essere connessi con i nostri cari, che, ovviamente, vogliono essere rassicurati, ma soprattutto vogliono vedere i loro pupilli: i nipoti… e me racomando! No ste portarli in mexo ai pericoi! (e mi raccomando non portateli in mezzo ai pericoli!).

Decidiamo quindi di fermarci al primo posto utile, un piccolo ristorantino accanto a una pompa di benzina. Mangiamo qualcosa e riusciamo a farci fregare dal benzinaio, che, chiacchierando del più e del meno con Mauro, gli fa meno benzina di quello che dovrebbe… o almeno questa è la nostra impressione.
Ovviamente parla italiano e, ovviamente, ha un cugino che ha lavorato in Italia. Spiace sempre quando ti fregano, soprattutto mentre si dimostrano amichevoli.

Riusciamo finalmente a salire in tangenziale. Sembra di correre su una strada italiana, i cartelli sono uguali ai nostri e pure la strada lo è. Anche il paesaggio non è poi così dissimile! Potremmo benissimo trovarci in un qualsiasi luogo del sud Italia.
A ben pensarci i contatti tra i nostri paesi esistono da moltissimo tempo… chissà.

Nel pomeriggio arriviamo al passo del Llogora. Il paesaggio è cambiato rispetto alla città. Ora è tutto molto verdeggiante, con una bella arietta fresca, che ci fa dimenticare la calura del viaggio.
È la fine di un aprile molto caldo, siamo stati fortunati quest’anno. Nello stesso periodo di qualche anno prima, due coppie di nostri amici motociclisti in viaggio in Albania hanno subito gli scherzetti di un tempo poco clemente.

Mucca cammina lungo la strada di montagna sul passo del Llogora
Primi incontri sul passo del Llogora.

L’hotel che abbiamo scelto ha la piscina al coperto e riscaldata, e la nostra stanza ha la vista sul parco con i daini. Ci sono anche i giochi per i bimbi, i quali non se lo fanno ripetere due volte e si fiondano prima sui giochi e poi sulla piscina, che, manco a dirlo, è tutta per noi!
La piscina è dotata di comode sdraio, una vasca con profondità degradante, e c’è pure uno spazio per i più piccoli. Dall’interno si possono vedere tutt’attorno le finestre del corridoio del piano superiore su cui si affacciano molte camere.
Ci sono poi ampie vetrate attraverso cui ammirare il cielo.

Che pacchia!

Bambini giocano nel parco privato del  Llogora Tourist Village
Giochi per bambini nel parco privato del Llogora Tourist Village.
Bimbo gioca nella piscina interna dell'Hotel
Piscina interna dell’Hotel Llogora Tourist Village

Pure il prezzo del soggiorno non è male, attorno agli 80€ per una tripla.

L’unica mia paura qui sono le zecche, anche, e soprattutto, per la presenza dei daini.
Devo essere sincera, prima di partire alcuni alunni della scuola superiore in cui lavora Mauro, lo misero in guardia dalle zecche in Albania.
Il periodo che abbiamo scelto per venire qui non è dei migliori da questo punto di vista, perché le zecche si risvegliano affamate coi primi caldi!
Sulla scorta di tutto ciò ho iniziato a informarmi venendo a scoprire che
in realtà ce ne sono moltissime anche da noi, e che ahimè, non c’è molto da fare.

I nostri bimbi sono piccoli e non mi va di usare prodotti particolarmente forti. Prima di partire mi lascio consigliare dalla mia farmacista di fiducia che mi da un repellente per zanzare, il più forte in commercio, e mi consiglia un’accurata ispezione giornaliera sulle zone sensibili: caviglie, ginocchia, inguine e genitali, ascelle, nuca.
Oggi niente zecche.
Fiuuuu!

continua

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Elisabetta Pastrello
Venezia, Italia

Mi chiamo Elisabetta. Sono una donna dalle molte passioni, alcune le ho scoperte piano piano, altre sono esplose come un fuoco d'artificio nella notte nera. Benvenuto nel mio mondo. Sentiti a casa.