Vista mare del porto di Ancona
Diario di viaggio

Albania in off-road, l’inizio dell’avventura in quattro.

on
21 Gennaio 2019

21 aprile 2018.
Giorno 1: Ancona – Durazzo.

Andiamo.
L’Albania ci attende.

Albania e la vallata del Theth con case e chiese tipiche
Cosa ci attende in Albania? La meravigliosa valle del Theth con le sue chiese e case tipiche.

Ascoltando la play list musicale creata apposta per l’occasione arriviamo per tempo al porto di Ancona.
L’asfalto di questo porto risveglia in me ricordi di una vita passata.
Non è la prima volta che ci imbarchiamo da qui.

Nel 2011 partivamo per Cesme, Turchia. All’epoca avevamo due KLR 600 e zero figli, e quando arrivammo al porto pioveva che Dio la mandava!
A terra si era formato uno straterello di schiuma viscida che mi fu fatale. Caddi come una principiante all’imbocco della rotonda davanti al parcheggio degli uffici del porto, di fronte a uno stuolo di motociclisti, rifugiatisi sotto al cavalcavia per ripararsi dalla pioggia.

Mi feci molto più male all’orgoglio!
Avevo un livido particolarmente grande sull’esterno coscia, facevo fatica a girarmi nel letto per il dolore. Fondamentale è stato l’avere pedule alte che mi salvarono la caviglia.

Ma torniamo a oggi.

Lascio Mauro, Dario e Agata in macchina. Coi documenti serrati in una mano tremante mi dirigo verso il check-in. Quando mi trovo davanti al banco dell’Adria Ferries, per farmi fare le carte di imbarco, dopo sei lunghi anni di lontananza dai grandi viaggi, cosa che amo fare in modo viscerale… mi commuovo!!!

Ebbene sì, lo confesso! Sono una persona emotiva, mi commuovo davanti a un albero gigantesco, a un tramonto da favola nella mia adorata Laguna di Venezia, alla barriera corallina, al Salar d’Uyuni, e a tutte le meraviglie che madre terra mi offre.

La vita mi ha insegnato che difficilmente si è gli unici a vivere quell’esperienza o quell’emozione. Sono sicura che anche a te è capitata la stessa cosa, o qualcosa di analogo!
Sbaglio?

Sono stata forte, ho tenuto tutto dentro per ben due volte, anche perché mi avrebbero scambiata per matta perché non potevano sapere che c’era molto di più di una semplice emotività!!!
Finalmente riprendo a vivere come piace fare a me! Non sono più solo mamma e compagna, sono di nuovo io!

L’attesa per l’imbarco è piuttosto lunga, così decidiamo di ammazzare un po’ il tempo scendendo dall’auto.
Davanti a noi c’è una famiglia con un’auto piccina piccina che sembra uscire direttamente da un film di Fantozzi. Il seggiolino della loro bimba ci sta a malapena tra tutti quei bagagli. I bimbi iniziano a giocare nei pressi delle nostre auto. Dario come al solito fa da capocomico, e Agata e la sua nuova amichetta iniziano a imitarlo.

Padre e figli in attesa dell'imbarco porto Ancona
Ingannando il tempo al porto di Ancona.

La maggior parte dei passeggeri è di origine albanese. Tornano in Albania, a casa, per passare le feste con i propri cari.
Non mancano però i turisti, oltre a noi c’è anche una manciata di motociclisti italiani. Siamo in minoranza.

La nostra Pajero dell’88 viene caricata sul traghetto assieme ai camion. La nave possiede vari ponti, disposti su più piani, con altezze differenti a seconda dei mezzi che devono esservi caricati.
Siamo l’ultimo mezzo a salire e questo perché, essendo una vettura con misure differenti da quelle di una normale autovettura, non entrerebbe nei claustrofobici garage riservati alle auto!

Dopo aver fatto il check in, e aver ottenuto le chiavi della cabina, andiamo a posare i bagagli, sistemarci un attimo e partire subito dopo per l’esplorazione della nave nel tentativo di capire come muoverci nel suo ventre nelle poche ore di viaggio che ci separano dall’arrivo.

Fuori non è possibile stare per via del troppo vento, così dopo un piccolo giro esplorativo rientriamo e andiamo a sgranocchiare qualcosa in cabina.
La cena è gentilmente servita in camera dal servizio catering “Pastrello“.
Inutile dire che le pesti fanno subito strage delle lenzuola…

Padre e figlia giocano sul ponte del traghetto
Adria Ferries: la nostra casa per una notte nel viaggio verso l’Albania.

La cabina dell‘Adria Ferries è ordinata, i letti  sono molto comodi e, soprattutto, della stessa misura dell’alloggio in cui sono stati inseriti. Il che è ottimo, e non così scontato, viste le passate esperienze.
Proprio per questo mi ero portata delle coperte che avrebbero dovuto servire da tappa buchi.

Fortunatamente non ci servono e così possiamo dormire insieme ai bimbi senza troppi problemi, evitando di doverli raccogliere dal pavimento ogni due per due!

continua

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Elisabetta Pastrello
Venezia, Italia

Mi chiamo Elisabetta. Sono una donna dalle molte passioni, alcune le ho scoperte piano piano, altre sono esplose come un fuoco d'artificio nella notte nera. Benvenuto nel mio mondo. Sentiti a casa.